DREAM MACHINE – INTERVALLI DI SOGNI

Dream Machine, uno strano nome per uno strano uso.

E’ più che una macchina: questo particolare strumento è composto da un giradischi, su cui ruota un cilindro perforato, al cui interno è presente una lampadina.

Affinchè ci si possa immergere totalmente anima e corpo in questa strana esperienza, per raggiungere uno stato “inconscio, sognando consciamente”, si chiede di rispettare una semplice ma essenziale regola: tenere gli occhi chiusi.

Immagine

Chiudete gli occhi, posate il vostro sguardo sul cilindro e liberate la mente, il gioco è fatto. Creando giochi di luce colorata e lampeggiante, immagini caleidoscopiche appariranno, dietro alle palpebre, immagini psichedeliche che si trasformano fino a concretizzarsi, quasi fossero sogni.

La macchina procede stimolando il nervo ottico ed alterando l’attività elettrica cerebrale, un’esperienza unica e rara.

Quest’idea insolita è stata concepita da Byron Gysin, poeta, scrittore e pittore inglese entrato alla fine degli anni ’50 nel gruppo della Beat Generation. L’idea della macchina turbina nella mente dell’artista grazie ad un viaggio fatto in bus e come egli stesso asserisce: “Chiudendo gli occhi rivolto al sole un diluvio schiacciante di disegni intensamente chiari in colori sovrannaturali mi esplose dietro le mie palpebre: un caleidoscopio multidimensionale che turbinava via attraverso lo spazio.”

Byron Gysin, personalità eccentrica per natura, con la poesia ha composto testi sperimentali di tipo sonoro, visuale, calligrafico e permutazionale. 

Gysin_Dreamachine

Trascorre gli anni ’50 a Tangeri dove conosce William Burroughs, con il quale stringe una forte relazione sia artistica che affettiva e insieme ridimensionano la tecnica del cut-up.

Ora potete riapire gli occhi, ci si può emozionare e ripensare a ciò che si è appena “visto con i propri occhi”, aver scrutato la luce attraverso l’oscurità, essere stati, per pochi minuti, catapultati in un altra dimensione, uno spazio temporale che può apparire sia infinito sia  fulmineo, tutto dipende da voi, dalla vostra capacità di cogliere l’attimo, compiendo un atto liberatorio e astratto.

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